Il ravvedimento operoso è un procedimento grazie al quale le persone che hanno delle irregolarità fiscali, possono effettuare il pagamento, potendo usufruire anche di una particolare riduzione sulla somma da restituire. Può essere utilizzato per regolarizzare ogni genere di imposta e da tutti i cittadini. Per poter però usufruire di questo procedimento è necessario che la somma da restituire sia stata regolarmente notificata al contribuente, non siano già in corso delle ispezioni e non siano già state inoltrate altre verifiche di accertamento.

Il ravvedimento operoso e l'imposta di registro

Le somme di denaro dovute al fisco si possono versare tramite il ravvedimento operoso in due diversi modi, che sono illustrati di seguito.

  • Compilando un modello F24, documento che si usa per pagare le tasse sui redditi, le imposte sostitutive, l’Irap, l’Iva e la tassa sugli intrattenimenti.
  • Compilando un modello F23, che generalmente si usa anche per pagare le tasse indirette e le imposte di registro.
  • Pagamento dell’Ici.

E’ importante sapere che nel modello F24 gli interessi sulla somma da restituire devono essere inseriti e riconosciuti con specifici codici tributo, invece nel caso di ritenute è necessario pagarli tramite i sostituti di imposta, che vanno aggiunti al tributi. I codici tributi da riportare sul documento che viene utilizzato per il versamento possono essere reperito nel sito dell’Agenzia delle Entrate. Se si decide di effettuare il versamento usufruendo attraverso queste modalità, la somma da restituire non può essere versata a rate, ma deve essere restituito il valore per intero.

Situazioni nelle quali è possibile usufruire del ravvedimento operoso

Possono essere regolarizzate anche determinate spese, che sono riportate di seguito.

  • E’ possibile regolarizzare le somme dovute per conti sbagliati nel calcolo delle tasse (ad esempio si può effettuare il ravvedimento per la TASI)
  • Calcoli e indicazioni errate delle detrazioni d’imposta, delle ritenute d’acconto, dei crediti d’imposta e degli oneri deducibili.

E’ importante sapere che dal 1 Febbraio 2011 per pagare le cifre sopra riportate si può usufruire di una riduzione del 3,75%, mentre per pagare delle somme di denaro che risalgono a una data precedente, la riduzione è del 3%. In alcuni generi di ravvedimento operoso è necessario compilare una dichiarazione integrativa, che va presentata per via telematica o presso un ufficio postale.

“Carissimi cittadini, se in passato avete evaso il fisco, autodenunciatevi immediatamente. Fatelo voi, prima che lo scopriamo noi” sembra l’ammonimento, nemmeno troppo velato, lanciato da un padre verso il proprio figlio; ma si chiama “ravvedimento operoso”. In effetti, altro non è se non ciò che abbiamo appena spiegato con le parole più semplici possibili. I lettori sorrideranno di fronte a una tale spiegazione, senza poi tenere conto del fatto che un mancato versamento delle tasse dovute allo Stato (magari pure perpetrato nel tempo) non potrebbe, a rigore, passare impunito. Vero. Infatti, all’interno della natura stessa propria del ravvedimento, è insito un particolare calcolo che prevede, a livello di sanzioni, il pagamento di un interesse (veramente minimo), il cui calcolo si basa sulla percentuale dell’importo totale che non è stato corrisposto.

Sviste nel compilare la dichiarazione dei redditi

E' un modo dello Stato di venire incontro non solo agli “evasori di professione”, ma anche ai cittadini onesti che hanno davvero omesso in buona fede uno o più pagamenti. Tra questi, le tasse che possono più facilmente mancare all’appello sono quelle che deriverebbero dai risultati della dichiarazione dei redditi, meglio nota come modello 730. A questo proposito è bene fornire ai lettori le informazioni più esaustive possibili riguardo la dichiarazione dei redditi/730 e il calcolo dell’importo che sarebbe previsto dal ravvedimento operoso all'Agenzia delle Entrate

I vantaggi della dichiarazione

Il modello serve ai lavoratori dipendenti e ai pensionati per “stilare” la propria dichiarazione dei redditi. Tra i vantaggi offerti spiccano sicuramente, nell’ambito delle informazioni richieste al contribuente, la semplicità che si nota all’atto di compilazione e la non richiesta esecuzione di calcoli. Inoltre, il modello 730 non deve essere consegnato di persona all’Agenzia delle Entrate: a eseguire tale compito pensano, infatti, il proprio ente pensionistico o il datore di lavoro. C’è poi da considerare la dichiarazione tiene conto delle situazioni economiche più svantaggiate e va loro incontro. Nel caso in cui uno stipendio (come una pensione) non dovesse essere sufficiente a pagare quanto dovuto, il contribuente vedrebbe detrarsi automaticamente la parte di pagamento residuo nei mesi successivi, e con interessi solitamente ridicoli (0,40% al mese). Tale “residuo di pagamento” può, in alternativa, essere rateizzato nei mesi successivi (pagando un interesse addirittura ridotto, dello 0,33%). Al calcolo specifico delle rate, poi, pensa l’Agenzia delle Entrate.

Tutti i codici

immagine esemplificativa di come fare il calcolo del ravvedimento operoso

Qualora ci trovassimo nella condizione di dover sanare un tributo non versato a suo tempo (vuoi per sbaglio, vuoi con intenzione), con il ravvedimento operoso siamo sempre in tempo a rimettere i conti in pari. E' se non un’autodenuncia al fisco dei propri mancati pagamenti: è chiaro che lo Stato premia i cittadini che si “autodenunciano” facendogli pagare, in aggiunta all’importo da versare, solo delle sanzioni estremamente ridotte.

Per sanare le tasse non pagate, si procede presentando all’agenzia delle entrate l’apposito modulo f24, compilato a dovere. Esistono anche dei codici per il ravvedimento operoso da apporre, a seconda di quello che è il mancato pagamento che dobbiamo sanare.

Come avviene la compilazione?

In materia di amministrazione tributaria esistono delle norme regolate dall'articolo 14 della legge numero 408 del 20 dicembre del 1990 e dal decreto legislativo numero 472, articolo 13, del 18 dicembre 1997 che prevedono la compilazione del ravvedimento. E' possibile effettuare la comunicazione anche quando non si sono pagate alcune somme legate all'IMU. Alla comunicazione è necessario allegare in fotocopia i bollettini di versamento errati (se eseguiti) e i bollettini di versamento relativi al ravvedimento.

Novità principali per la compilazione del 730

La dichiarazione dei redditi è un documento che va compilato annualmente e che consiste in una sorta di autodenuncia dei contribuenti riguardante il proprio stato di “salute economica”: tale pratica serve allo Stato Italiano, tramite l’Agenzia delle Entrate, per poter “decidere” quanto denaro ogni cittadino è tenuto a versare in tasse annualmente. La stra-grande maggioranza dei contribuenti (lavoratori dipendenti e pensionati) compilano la propria dichiarazione dei redditi utilizzando il modello 730. In questo approfondiremo vedremo come compilare il 730 e quali novità sono state introdotte nel corso degli ultimi anni.

L'agenzia delle Entrate ha già pronte le bozze della dichiarazione semplificata dei redditi, completa di istruzioni. Tra le novità, l'inclusione del Comune di residenza tra i possibili beneficiari del 5 per mille dell'Irpef, la possibilità di restituire il bonus fiscale, se indebitamente ricevuto, e di optare per una differente modalità di tassazione dei compensi per lavoro straordinario. Nel nuovo modello si possono anche trovare le prorogate detrazioni per le spese di riqualificazione energetica e di ristrutturazione edilizia, rispettivamente pari al 55 e al 36%, per la sostituzione di frigoriferi e congelatori (20%) e il bonus per le spese di formazione e auto-aggiornamento dei docenti (19%).

Il modello può essere utilizzato per dichiarare i diversi tipi di reddito: lavoro dipendente e assimilati, terreni e dei fabbricati, redditi da capitale, da lavoro autonomo, per i quali non è richiesta la partita Iva.

I vari intermediari 

Una volta compilato, il documento non si deve presentare direttamente all’Agenzia delle Entrate: tale compito è solitamente affidato al nostro datore di lavoro, che è infatti tenuto a presentare, annualmente, il 730 di tutti i suoi dipendenti insieme alla propria dichiarazione dei redditi. Lo stesso discorso è valido per i pensionati, per i quali provvederà l’istituto pensionistico cui sono iscritti. Oppure, i professionisti regolarmente iscritti agli albi dei commercialisti, così come i contabili esperti e i consulenti del lavoro, senza dimenticare i Caf (centri di assistenza fiscale), sono tutti enti ulteriori cui si può ricorrere al fine di presentare, annualmente, il proprio modulo. A costoro si può inoltre richiedere assistenza al momento pratico della compilazione, nel caso in cui questa si dovesse presentare come più ostica del previsto.

Il sostituto d’imposta

Nel caso si è soggetti al sostituto d’imposta, dovremo consegnare direttamente il modulo assieme alla busta chiusa contenente il 730-1 (modello relativo alle destinazioni da noi scelte dell’8 per mille  e del 5 per mille dell’Irpef). Tale scheda va consegnata comunque, anche nel caso in cui non avessimo espresso una scelta definita, insieme ai nostri dati anagrafici, comprensivi di codice fiscale.

Le particolarità del modello

Nel documento non si dichiara semplicemente “quanti soldi” ci entrano nelle tasche alla fine di ogni mese: si specifica dove abitiamo, se il luogo di residenza indicato sia di nostra proprietà o no e, in caso, quanto versiamo ciclicamente nelle spese d’affitto; si denunciano poi altri beni di proprietà quali le automobili e, se usufruiamo del servizio di un collaboratore domestico, si entra maggiormente nel dettaglio indicando le spese di pagamento (e ci indichiamo, quindi, come dipendenti e come datori di lavoro al tempo stesso).

Il 730 è, quindi, un modello dettagliatissimo, sebbene sia relativamente semplice da compilare. Proprio a causa dell’elevata precisione nei dettagli che forniamo di nostra volontà all’Agenzia delle Entrate e, quindi, anche allo Stato, è bene ricordare che ci sono delle categorie particolari di lavoratori dipendenti per le quali possono variare diverse cose.

Lavoratori a tempo determinato

Naturalmente appare chiaro a tutti necessario porre dei paletti e delle differenze tra i lavoratori, anche e soprattutto nell’ottica di diverse modalità di trattamento fiscale. Tale trattamento differenziato a seconda delle “categorie” d’appartenenza risulta giustificato e si può capire subito citando, tra le categorie particolari, il caso dei lavoratori dipendenti con un contratto a tempo determinato.

Nel caso in cui il lavoratore in questione godesse di un contratto valido per un periodo di tempo inferiore a un anno, allora si può rivolgere al sostituto d’imposta, nel caso in cui il periodo lavorativo intercorra almeno dall’aprile al luglio dell’anno di presentazione del 730. Oppure, se il periodo lavorativo dura almeno da giugno a luglio, il lavoratore può rivolgersi a un Centro di assistenza fiscale (Caf) per lavoratori dipendenti. Presentando i dati del proprio datore di lavoro, sarà poi questi a effettuare lì i dovuti conguagli.

Dipendenti scolastici e dichiarazione congiunta

Tra le altre categorie particolari di cui il 730 tiene conto c’è senza dubbio il personale scolastico con contratti di lavoro a tempo determinato. Anche questi lavoratori possono rivolgersi a un Caf – dipendenti, sempre che il contratto in questione duri almeno da settembre a giugno. Sempre a un Caf – dipendenti si devono rivolgere coloro che hanno contratti di collaborazione per i periodi compresi tra giugno e luglio, presentando però anche i dati del sostituto che effettuerà il dovuto conguaglio.

Un’altra delle categorie particolari da prendere in esame riguarda le coppie nelle quali entrambi i coniugi possono godere dell’assistenza fiscale: in questo caso, sempre rivolgendosi a un Caf, è spesso possibile presentare un unico modulo per entrambi: è ciò che si chiama “dichiarazione congiunta”.

Rivolgendosi ai Caf

Il contribuente deve arrivare preparato e munito di una documentazione specifica: in particolare si parla di ritenute, oneri deducibili e detraibili, versamenti, eccedenze d’imposta, ecc. Il 730 può essere compilato autonomamente dal lavoratore e così consegnato, oppure si può richiedere assistenza nell’atto di compilazione a questi enti; tuttavia, in entrambi i casi va esibita una certa documentazione (per cui bastano anche le semplici fotocopie).

  • il Cud (Certificazione Unica dei redditi di lavoro Dipendente): tale certificazione è rilasciata dal proprio datore di lavoro (o dall’ente che cura la pensione)
  • le fatture, le ricevute e gli scontrini (in buono stato!) che possono attestare quelle spese deducibili da noi sostenute nel corso dell’anno.
  • altra documentazione imprescindibile ai fini del riconoscimento di quelle spese che possono essere considerate deducibili e/o detraibili quali sono, per esempio, gli interessi passivi, oppure la copia del contratto di mutuo da noi firmato per l’acquisto dell'immobile registrato come nostra residenza principale, o ancora le spese per l'assicurazione sulla vita: in questo caso andrebbe consegnata una copia della polizza o una certificazione paritetica di altro tipo rilasciata dalla compagnia assicuratrice, ecc.
  • le ricevute di quei bonifici con cui vengono pagate le opere di ristrutturazione, oppure le copie degli attestati di versamento delle ritenute che si operano sui compensi dei professionisti, o ancora le varie quietanze di pagamento (relative, il più delle volte, agli oneri di urbanizzazione oppure rilasciate dal proprio condominio in caso di lavori)

Software

I modelli normalmente utilizzati dai contribuenti per presentare la dichiarazione dei redditi sono il modello Unico e il modello 730. Questo documento viene di solito presentato da tutta quella serie di contribuenti appartenenti alle categorie di lavoratori seguenti: dipendente e assimilati, pensionati, e tutti quei lavoratori che debbono detrarre o pagare altre imposte come ad esempio il possesso di fabbricati. E' solitamente più semplice da compilare rispetto al modello Unico, e va presentato entro una data antecedente.

Vediamo ora una serie di siti dove trovare dei software gratuiti per compilare il modello.

Software microsoft

l programma ti guiderà nella compilazione dei vari quadri, fino alla stampa del modello. Il servizio ti consente di gestire autonomamente e senza alcun vincolo la dichiarazione.

Software Solofinanza

Disponibile il noto programma gentilmente messo a disposizione dal portale Taxonline, che farà risparmiare tempo ai compilatori del modello 730 2010.

Software Taxonline

Taxonline, oltre all’apprezzato servizio CAF gratuito, offre la possibilità di gestire tramite software il fisco familiare, direttamente dalla poltrona di casa. Altro vantaggio del modello 730 per la dichiarazione dei redditi è quello che i rimborsi ottenuti in sede di presentazione, vengono addizionati nella busta paga o nella pensione relativa al mese di luglio.

Dalla contabilità alle altre aree aziendali: i software ERP

Restando sempre in tema di software per la dichiarazione dei redditi, e in generale per l’amministrazione e la contabilità, le aziende di dimensioni medio grandi necessitano spesso sistemi software più evoluti, in grado di far interagire in modo sinergico la contabilità e l’amministrazione con altre aree come la logistica e il magazzino. Un elemento destabilizzante nelle aziende di grandi dimensioni è senza dubbio l’organizzazione e l’interfaccia dei vari dipartimenti. Un prodotto ha spesso un ciclo di vita che passa dall’amministrazione al magazzino: di conseguenza è necessario che questi settori si interfaccino tra loro in modo fluido e senza intoppi. In questo modo una determinata area aziendale sarà in grado di accedere alle informazioni di un’altra in modo semplice e veloce, consentendo una migliore gestione del cliente. Una soluzione che consente la comunicazione dei vari settori di un’azienda è un software ERP.

Cos’è un ERP (e perché è necessario)?

ERP, acronimo di Enterprise Resource Planning (letteralmente "pianificazione delle risorse d'impresa") è un sistema software che permette un’efficace comunicazione tra le varie aree di un’azienda, evitando i tipici problemi che possono verificarsi in sua assenza.

Facciamo un esempio: se il magazzino non comunica con l’amministrazione, si potrebbe rischiare di produrre ulteriori pezzi di merce invenduta, o vendere pezzi di merce non presente, o avere difficoltà a contabilizzare dei prodotti. Le conseguenze per un’azienda di situazioni simili sono chiare: sprechi di tempo, denaro, brutta impressione con il cliente finale. Ecco allora che un programma gestionale consente al gestione integrata delle varie aree aziendali, dall’amministrazione e contabilità al magazzino, attraverso un unico database e dei moduli integrativi.

4 categorie di programmi gestionali

Il primo passo per un’azienda che voglia sfruttare le capacità di gestione dei processi aziendali (dalla produzione all’amministrazione, dal post vendita alla logistica fino al commerciale) è dotarsi di un software ERP. Da questo punto di vista le soluzioni sono diverse, in particolare i programmi gestionali si possono dividere in 4 categorie:

  • Freeware : Nel caso si voglia optare per un programma gestionale free, basterà fare una ricerca su Google e provare le demo di quelli presenti.
  • Proprietari (a pagamento), tra cui segnaliamo il programma gestionale Magia3, che consente gestione integrata dei processi aziendali, dall’amministrazione fino alla gestione del magazzino.
  • Specifici o generalisti: nella prima categoria si distinguono programmi gratuiti e a pagamento, nella seconda programmi gestionali specifici per talune attività (ad esempio la ristorazione) o generalisti per tutte le attività.
  • Implementazione e formazione

Dopo la scelta, la seconda sfida con cui si dovrà interfacciare l’azienda è l’implementazione del software e il suo uso da parte dei dipendenti. Da questo punto di vista sarà essenziale puntare sulla formazione dei dipendenti e su un necessario periodo di adattamento al cambio. Questa fase, per quanto delicata, è indispensabile per procedere a una nuova forma di organizzazione, che consente all’azienda di implementare un sistema efficiente che consente di ottimizzare i costi e ridurre gli sprechi.