L’invalidità è intesa come qualsiasi limitazione o degenerazione, causata da una menomazione, delle capacità di svolgere quelle che per un essere umano sono considerate normali attività. L’invalidità è ritenuta un’oggettivazione della menomazione che genera conseguentemente una difficoltà alla persona. Inoltre, si riferisce a capacità funzionali estrinsecate mediante azioni e comportamenti che riguardano gli aspetti principali della vita di ogni individuo. 

L’invalidità si definisce civile quando non deriva da cause di servizio, di guerra o di lavoro e viene espressa in percentuale.

Chi può presentare domanda 

  • dall’interessato che si ritiene invalido;
  • da chi rappresenta legalmente l’invalido
  • da chi cura gli interessi dell’invalido 

Chi riconosce l’invalidità civile

L’invalidità civile è riconosciuta dall’ASL che decide in materia attraverso una specifica Commissione. La Commissione è composta da un medico specialista in medicina legale che assume le funzioni di presidente e da due medici di cui uno scelto prioritariamente tra gli specialisti in medicina del lavoro. Dal 1° gennaio 2010, la Commissione è integrata da un medico INPS quale componente effettivo.

Come si presenta la domanda

  • avere il certificato dal medico curante;
  • presentare la domanda vera e propria all’INPS.

Quando si fa richiesta all'Inps dell'invalidità civile, potrebbe capitare che le Commissioni mediche della Asl, che si occupano di valutare il grado di invalidità stessa e la reale inabilità e patologia di carattere fisico e psichico, non concedano tale beneficio al richiedente.

È però possibile presentare un ricorso per questo mancato riconoscimento affidandovi a un Patronato Sindacale. È necessario compilare una specifica domanda da presentare entro 180 giorni dal verbale comunicato ed emesso dalle Commissioni mediche. Ci si dovrà inoltre recare alla presenza di un giudice ordinario con il proprio avvocato.

Qualora il ricorso per l'invalidità civile venisse accettato si dovrà inoltre portare presso la prefettura una copia autentica della sentenza emessa in favore del richiedente. In caso di vittoria verranno inoltre pagati anche le somme non ancora elargite, partendo dal mese successivo alla presentazione della domanda di invalidità.

Se si perde il ricorso, il richiedente dovrà invece sobbarcarsi le spese processuali se il reddito risulta superiore a 18.592,44 euro con l'aggiunta di 1.032,91 euro, se ha familiari che convivono con lui.

Documentazione necessaria per richiedere il ricorso all'invalidità

Per procedere è necessaria la compilazione del modulo, stampato in carta semplice. Sono altresì necessari: tessera sanitaria, i dati anagrafici del richiedente, riscontrabili all'interno della carta d'identità, del passaporto o della patente; le informazioni relative alla Commissione medica che ha esaminato il caso; una fotocopia del verbale.

Revisione dei requisiti: come funziona?

La normativa vigente prevede che vengano effettuate delle visite, cosìddette di revisione, a tutti i soggetti riconosciuti come invalidi civili o portatori di handicap. Tali visite hanno lo scopo di accertare e confermare il possesso dei requisiti sanitari, al fine di poter continuare ad usufruire delle agevolazioni concesse (che non subiscono variazioni fino alla conclusione dell’iter di verifica). L’INPS, l’ente nazionale di previdenza sociale, si occupa di prendere in carico la revisione della documentazione sanitaria, in particolare di chi presenta una condizione mutevole nel tempo. Piu nello specifico si tratta di persone che, al momento dell’accertamento di invalidità, avevano una patologia provvisoria, comunque mutevole nel tempo, o di soggetti in giovane età come i bambini, dove in entrambi i casi sul verbale è stata indicata una data di “scadenza” per la successiva verifica.

Durante tale visita, disposta per confermare i requisiti di provvidenza, è possibile che si accertino anche aggravamenti alla patalogia esistente, in questo caso si può presentare una domanda per ulteriori indagini al fine di richiedere ulteriori agevolazioni in base all’aggravamento

Cosa cambia con la nuova normativa per i minori titolari di indennità

Una parentesi va aperta per ciò che concerne le indennità di frequenza riconosciute prima della maggiore età.  Questo perchè con la nuova normativa, nel semestre precedente al compimento dei diciotto anni, andrà presentata domanda di conferma per il rinnovo delle agevolazioni provvisorie. Sarà l’INPS successivamente ad invitare il titolare alle regolari visitie di revisione per le conferme successive. Per chi invece è titolare di indennità di accompagnamento e/o di comunicazione il rinnovo è automatico al compimento della maggiore età, sempre in via provvisoria, ma senza l’obbligo di dover ripresentare una nuova domanda, basterà compilare un modulo apposito disponibile anche sul sito INPS.

L'articolo è stato scritto dalla Redazione di ElaMedia Group

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