Generalmente, gli italiani sono sempre attenti e puntuali a pagare imposte o tasse di vario genere, tuttavia può capitare che su alcune di queste possano nascere dei contenziosi col fisco ed in particolare con Equitalia e vedersi recapitate delle cartelle esattoriali. Negli ultimi tempi, anche a causa della crisi economica, questo genere di diatribe sarebbero in aumento, considerando i problemi finanziari di varie famiglie italiane e la puntualità (forse eccessiva in alcuni casi) del fisco nel richiedere la riscossione di un debito, con annessi interessi e sanzioni.

Tuttavia, un aiuto in questo senso è giunto dal governo italiano, che ha inserito all'interno della Legge di Bilancio 2019, tra le tante iniziative, una rottamazione per le mini cartelle Equitalia. In pratica, un intervento, esteso soltanto a particolari contenziosi e con requisiti specifici, che dovrebbe aiutare coloro che si trovano a dover pagare delle cartelle esattoriali di modesta entità economica al fisco. Un piano che prevede, in sintesi, la cancellazione totale di queste ultime. Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratti e chi ne dovrebbe beneficiare.

Cosa prevede il piano governativo

Uno dei punti fermi della Legge di Bilancio 2019, ancora tuttavia in fase di approvazione da parte del Parlamento e quindi modificabile, prevede come abbiamo detto la cosiddetta rottamazione di alcune tipologie di cartelle esattoriali. Nello specifico, si è deciso di annullare e quindi cancellare definitivamente al 31 Dicembre 2018 tutte quelle di importo fino a 1.000 Euro e relative al periodo dal 1° Gennaio 2000 fino al 31 Dicembre 2010.

Tra questo genere di cartelle, vi rientrano a titolo esemplificativo quelle riguardanti delle imposte locali, come Imu o Tasi, o la tassa relativa ai rifiuti oppure multe stradali o quelle riguardanti il mancato pagamento del bollo auto. Di conseguenza, una vasta gamma di situazioni e problematiche che può coinvolgere diversi italiani. Nella cifra suindicata rientrano, almeno apparentemente come vedremo, non solo l'importo scritto a ruolo, ma anche gli interessi maturati e le sanzioni per ritardato pagamento.

Come verificare se si rientra e cosa fare

Il contribuente, per cercare di capire se è beneficiario di questa cancellazione (per alcuni definita, assieme alle altre iniziative associate, anche come un vero e proprio condono), deve controllare la cartella esattoriale ricevuta. All'interno di questa, in pratica, si deve verificare la data riportata alla voce "Iscrizione a ruolo" e che sia di importo complessivo inferiore alle 1.000 Euro. Se rientra in tali requisiti, la persona destinataria della cartella la vedrà cancellata definitivamente col 1° Gennaio 2019.

A questo punto, il contribuente in possesso di tale cartella, qualsiasi sia l'ente di provenienza (Equitalia, Agenzia delle Entrate Riscossione, esattori locali o Polizia Municipale), non dovrà presentare nessuna domanda specifica, ma soltanto aspettare il trascorrere del tempo e l'annullamento automatico d'ufficio della missiva di cui è stato destinatario. Questo beneficio dovrebbe riguardare, secondo quanto stimato, diverse centinaia di migliaia di italiani.

Alcuni dubbi sulla rottamazione

Come già accennato, il tetto massimo dei 1.000 Euro si intenderebbe complessivamente, cioè comprensiva della cosiddetta quota capitale e degli interessi maturati e delle sanzioni applicate. Tuttavia, per alcuni, non essendo molto chiaro od esplicativo l'articolo del Decreto Fiscale relativo, la dicitura potrebbe anche far intendere che il tetto delle cartelle Equitalia si limiterebbe alla sola quota capitale. Tutto ciò avrebbe però la conseguenza che tale quota, associata a interessi e sanzioni, farebbe superare i 1.000 Euro alla stessa cartella esattoriale. 

Comunque, comprensibilmente, il limite massimo comunemente accettato e a cui l'articolo si riferisce è quello complessivo e non della sola quota capitale. Tuttavia, non ci si dovrebbe sorprendere se qualcuno avesse una diversa interpretazione. Ricordiamo, inoltre, che la Legge di Bilancio 2019, di cui fa parte il cosiddetto Decreto Fiscale e quindi questa rottamazione, è ancora in fase di approvazione al Parlamento e quindi potrebbero effettuarsi ancora delle lievi modifiche di qualche sua articolo. Fermo restando, tuttavia, la sua struttura generale e relativi punti fondamentali.     

La rottamazione delle altre cartelle Equitalia

Come abbiamo appena visto è possibile ritenere nulle tutte le cartelle esattoriali, contratte tra il 2000 e il 2010, con importi non superiori ai mille euro. Ma nel caso in cui ci ritrovassimo di fronte a cartelle con importi superiori cosa si può fare? Ed eventualmente in caso di somme inferiore ai mille euro ma contratte nel periodo successivo al 2010 cosa prevede la nuova manovra? Andiamo a vedere ora tutte le novità che verranno probabilmente introdotte dalla Legge di Bilancio 2019 figlia del nuovo Governo Conte anche se i contrasti e lo scetticismo sulla stessa legge non mancano: 

  • Saldo e stralcio cartelle in base all’ISEE: a differenza di quanto ipotizzato fino a qualche settimana fa la nuova manovra non prevede alcuna rottamazione totale in base al proprio ISEE. È stata invece introdotta un’aliquota che oscilla dal 6% al 25% passando per il 10% ed è così strutturata: 
    -Aliquota al 6% per chi è in gravi difficoltà economiche il cui ISEE non raggiunge i 15.000€ 
    -Aliquota al 10% per chi ha un reddito che oscilla tra i 15.000€ e i 22.000€; 
    -Aliquota al 25% per chi ha un reddito che oscilla tra i 22.000 e i 30.000€.  
  • Chiusura liti tributarie: ancora più conveniente rispetto alla manovra economica del 2018 è quella che prevede la chiusura dei contenziosi figli di diatribe tributarie. È infatti possibile porre fine al tutto versando il 40% per chi vince in primo grado mentre il 15% per chi vince in secondo; 
  • Sanatoria per gli avvisi di notifica: non si pagheranno interessi ed eventuali sanzioni per tutte le comunicazioni e tutti gli avvisi di notifica che non siano già stati contestati; 
  • Sanatoria per errori formali: permette con una cifra forfettaria prossima ai 200€ per ogni anno di violazione di chiudere tutte le diatribe che presentano evidenti errori di forma. 

Come visto quindi il Governo Conte sta seguendo la falsa riga della manovra economica che nel 2018 ha permesso a numerosi italiani di porre fine alle loro problematiche inerenti alle cartelle esattoriali. Se riflettiamo sono tanti i vantaggi oggettivi che è possibile trarre perché in base all’ISEE ‘ridurre’ il tutto ad un 6%, un 10% o un 25% per i più abbienti è veramente tanto. Non approfittarne ora sarebbe un peccato anche perché non è detto che le stesse possibilità siano protratte anche nel 2020. Quanto sarebbe bello chiudere definitivamente i ‘conti aperti’ con Equitalia e non dormire più con il fantasma dentro l’armadio? 

L'articolo è stato scritto dalla Redazione di ElaMedia Group

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